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Capitolo Cinque. Ren Descartes: la centralit del soggetto
pensante.

Gli scienziati filosofi.
     
La separazione fra le diverse forme del sapere, dopo che la cultura
occidentale  aveva  inseguito per secoli  una  conoscenza  di  tipo
unitario  che  fosse  in  grado  di  cogliere  l'Essere  nella  sua
interezza,  ,  come abbiamo gi detto, un fatto doloroso  per  gli
stessi artefici del rinnovamento del sapere.
     L'uomo,  dopo  aver  cercato di superare le Colonne  d'Ercole,
cio  gli ostacoli oggettivi che gli si ponevano innanzi sulla  via
della  "virtute e canoscenza"(1), sembra costretto  a  dover  porre
egli  stesso  dei limiti alla propria facolt di conoscere:  limiti
non  quantitativi, bens qualitativi. Nell'ambito  della  filosofia
naturale la scienza pu progredire indefinitamente, ma la filosofia
naturale non  tutta la filosofia: metafisica e teologia sono al di
l e pi in alto di essa, e da essa sono irraggiungibili.
     La  filosofia  occidentale, che aveva dato luogo  alle  grandi
costruzioni metafisiche del periodo classico e, dopo l'incontro con
il cristianesimo, a quelle medievali, incontra grosse difficolt ad
accettare  le nuove Colonne d'Ercole che la scienza moderna  sembra
volere imporre.
     Cos  grandi  esponenti  del pensiero scientifico,  che  hanno
arricchito la scienza moderna di importanti scoperte ed invenzioni,
hanno spesso "sconfinato" nel territorio della metafisica e si sono
riproposti   come  filosofi  a  tutto  tondo,   per   i   quali   
imprescindibile l'unit del sapere.
